Le mascherine con l’immagine di Mussolini

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8 maggio 2020

 

 

 

8 Marzo – “L’altra metà dell’Unità – 2011”

“L’ALTRA META’ DELL’UNITA'” – Leggi e/o scarica l’opuscolo

In occasione della giornata dell’8 marzo, che purtroppo non ha potuto avvalersi di una fisicità nelle piazze e nelle strade per la situazione di sospensione causata dalle disposizioni governative per contrastare la diffusione del Coronavirus Covid19, abbiamo pensato di poter contribuire all’attenzione che merita la tematica femminista ripubblcando un opuscolo redatto nel marzo 2011 in occasione della ricorrenza del 150°anno dall’Unità d’Italia.

Il progetto, ideato dalla Cluster Società Cooperativa e sostenuto dalla Provincia di Cosenza unisce il racconto storico all’arte contemporanea, avvalendosi della ricerca delle studentesse e delle opere di artiste di ogni parte d’Italia, evidenziando il profilo di alcune donne che hanno contribuito fattivamente a costruire l’Italia. Niente di patriottico o di strumentale, ma semplicemente la raccolta di frammenti che restituiscono alle energie femminili il loro ruolo, troppo spesso negato, come riporta il sottotitolo dell’opera, dalla storiografia ufficiale, e comunque difficilmente rintracciabili negli archivi e nelle pubblicazioni.

Buona lettura a tutte e tutti!

“L’ALTRA META’ DELL’UNITA'” – Leggi e/o scarica l’opuscolo

SUCCEDEVA NEL 2001 – Le ruspe di Flavio Tosi

19 febbraio 2020    percorsi di memoria

 

Ieri sera, in sala Lucchi, si è tenuta una conferenza di Paolo Berizzi, giornalista molto attivo nello studio delle tematiche legate all’estrema destra e alle discriminazioni messe in atto da quei gruppi. Ci ha colpito la presenza tra i relatori di Flavio Tosi, ex leghista e oggi a capo della formazione politica Fare.

Nonostante la decisa virata verso posizioni più moderate, avvenuta in tempi recenti e dopo i dissidi con il suo partito di provenienza, (non sappiamo se dovuti effettivamente ad una riconsiderazione delle proprie idee o per opportunismo politico), abbiamo pensato che non sia possibile, in ogni caso, soprassedere rispetto ad alcune vicende che hanno contraddistinto la sua attività politica.

Abbiamo quindi deciso di rispolverarne in particolare una, forse la più eclatante, e riguardante la campagna discriminatoria avviata dall’ex sindaco contro una decina di famiglie di etnia rom e sinta.

La campagna “Via gli zingari”  è stata messa in atto nella torrida estate del 2001, mentre alla guida della città di Verona era il sindaco Michela Sironi.

Flavio Tosi, assieme alla sorella Barbara, a Matteo Bragantini, Enrico Corsi, Luca Coletto e Maurizio Filippi, verrà condannato in via definitiva dal giudice Papalia per violazione della Legge Mancino, e quindi per istigazione all’odio razziale. Cliccando questo link potete accrdere ad alcuni dei documenti processuali più significativi.

Durante il processo i leghisti incassarono la solidarietà di Forza Nuova, e al termine di una manifestazione contro quello che ritennero un “processo politico” posarono davanti ad una lapide intitolata al giudice Guido Papalia.

Flavio Tosi in posa davanti alla lapide dedicata al giudice Guido Papalia

La discriminazione contro gli zingari covava da tempo nelle stanze di Palazzo Barbieri, al punto che già sei anni prima dei fatti in oggetto, fu votato l’Ordine del giorno n°466 che impegnava l’amministrazione comunale a non costruire altre aree di sosta ed evitando così l’applicazione della Legge Regionale del 22.12.89,  54/89 in materia di Interventi per la tutela della cultura dei rom e dei sinti”.

Il gruppo di sinti in questione avevano sostato in Via Pasteur dall’89 al ’97 senza dare nessun fastidio, tanto che il loro trasferimento nella zona dietro lo stadio non era stato motivato da problemi di ordine pubblico ma al rispetto dovuto al cimitero adiacente la loro area di sosta.

Al posto di una sistemazione più adeguata entro breve tempo, promessa dal Comune di Verona all’epoca del trasferimento, arrivarono invece, dopo quattro lunghi anni, gli sgomberi della Polizia municipale agli ordini dell’assessore alla sicurezza Fabio Gamba, che oggi ricopre il prestigioso incarico  di Direttore generale del Comune di Verona.

Quella lunga estate, costellata da privazioni e violenze nei confronti dei sinti, è raccontata in un dettagliato dossier redatto dal Coordinamento Cezar K., che includeva realtà di movimento quali il Circolo Pink e il C.S.O.A. La Chimica, e che noi vi riproponiamo oggi per non perdere la memoria storica di quella che fu una stagione che, soprattutto in città come Verona e Treviso, fu propedeutica alla costruzione della Lega così come la conosciamo oggi, quella delle ruspe salviniane per sgomberare gli zingari!

A sinistra la locandina della campagna “Via gli zingari” del 2001, mentre a destra l’immagine rappresenta la locandina affissa da Forza Nuova sui muri della sede della Ggil di Verona Est solo qualche giorno fa. La similitudine è lampante, il tono identico, almeno quanto la propensione nell’istigare all’odio. Meditate gente, meditate!

TUTTI I MATERIALI PRESENTI NEL NOSTRO ARCHIVIO E INERENTI ALLA CAMPAGNA DISCRIMINATORIA “VIA GLI ZINGARI”

 

 

 

SUCCEDEVA UN ANNO FA – La censura dell’amministrazione comunale rispetto al racconto delle foibe e del suo contesto storico/2

Martedì 17 febbraio    percorsi di memoria

 

Il 17 febbraio 2019 avrebbe dovuto tenersi, nella sala pubblica intitolata a Nicola Tommasoli, una conferenza della storica Kersevan, organizzata da Rifondazione comunista e Potere al Popolo. Si trattava di un incontro sul tema spigoloso delle foibe, in relazione alla Giornata del Ricordo che commemora le vittime di quella triste vicenda. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Federico Sboarina, però, ha censurato, proprio come accaduto anche quest’anno, l’iniziativa, decidendo la revoca della concessione della sala. Le motivazioni inconfessabili di quella che si delinea, ieri come oggi, come una vera è propria censura, è legata alla volontà di non voler affrontare le verità, inaccettabili per le destre, inerenti il  contesto storico in cui il massacro delle foibe è maturato e che chiamano direttamente in causa le responsabilità precedenti attribuibili alla dittatura fascista. Anche in questo caso, quindi, l’azione ideologica dell’amministrazione Sboarina si inserisce perfettamente nel solco della destra radicale che si rifà direttamente al fascismo.

Nei link dell’articolo troverete tutti i materiali che siamo riusciti a raccogliere riguardanti la censura di ieri e quella di oggi.

Di seguito, invece, un link che vi condurrà alla visione di tutti i contenuti, e degli articoli redatti dal Centro di Documentazione, che abbiamo archiviato fino ad ora.

Vi ricordiamo che l’archivio è sempre work in progress, e che ognuno di noi puo arricchirlo inviando i suoi contributi a infospazio161@gmail.com

Buona lettura!

APPROFONDIMENTI E MATERIALI ARCHIVIATI NELLA SEZIONE FOIBE

 

Il Convegno mondiale delle famiglie

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La bomba di Piazza Fontana è stata posizionata da un ordinovista veronese.

Venerdì 29 Novembre 2019        Logo

 

 

Risultati immagini per PIAZZA FONTANA LA STRAGE

Piazza Fontana, la strage

Oggi il giornale “Il Fatto Quotidiano” ha pubblicato una notizia davvero importante, aggiungendo un macigno al ruolo di primo piano che Verona ha ricoperto durante tutto quel perìodo storico che ha insanguinato l’Italia e che viene comunemente indicato come “Strategia della tensione”. La notizia è che a depositare materialmente la bomba nella Banca dell’Agricoltura di Milano, il 12 dicembre del 1969, è stato il veronese Claudio Bizzarri. La cosa, in parte, ci era già nota, perché contenuta nel libro “La maledizione di Piazza Fontana” scritto dal giudice Guido Salvini, lo stesso che seguì proprio le inchieste sulla strage di Piazza Fontana.

Nel libro, però, non compariva mai il nome, sostituito dal nomignolo “Il paracadutista”.

Solamente ora, a circa un mese dalla sua morte, il nome di Claudio Bizzarri diventa di dominio pubblico.

 In una deposizione nell’ambito del processo strage di Piazza della Loggia,  il nome di Claudio Bizzarri viene citato da un estremista di destra, che lo indica come figura di spicco, al fianco di Elio Massagrande, dando, nel contempo, anche l’ubicazione della sede di Ordine Nuovo, posizionandola in via Scudo di Francia, proprio dietro via Mazzini.

Quello che scaturisce da questa notizia è che per la prima volta, ufficialmente, la strage di Piazza Fontana viene legata indissolubilmente alla cellula di Ordine Nuovo veneta, con la chiara partecipazione di elementi veronesi.

 

La copertina del libro scritto dal giudice Guido Salvini

Le domande che potremmo porre sono diverse, a partire dal perché il nome di chi ha materialmente posizionato la bomba esce solo ad un mese dalla sua morte, nonostante la sua identità, come testimonia lo stesso giudice Salvini nel suo libro, fosse già nota da tempo.

A questa prima domanda ne possiamo collegare una seconda, chiedendoci chi, e a quali livelli, ha protetto Claudio Bizzarri permettendo che non fosse mai scalfito dai processi inerenti Piazza Fontana.

A quanto pare la verità su Piazza Fontana, al di là di quella storica che ha già appurato si tratti di una strage di matrice fascista, è ancora fumosa, e forse proprio a Verona, tra le persone che all’epoca facevano parte di quegli ambienti, andrebbe ricercata.

Nei prossimi giorni proveremo a tornare sulla vicenda, provando a scrivere ulteriori contributi.

Le registrazioni delle sedute delle Commissioni consiliari coinvolte nella discussione.

27 gennaio 2020

Il file audio dell’incontro, in prima commissione consiliare, dal titolo: “Sicurezza nel territorio veronese: la situazione droga nelle scuole.

9 settembre 2019

Il file audio dell’incontro in prima commissione consiliare dal titolo: “Sicurezza nel territorio del Comune di Verona. Dipendenze da sostanze”. All’inizio della registrazione c’è l’audizione del professor Serpelloni, (Sert di Verona), che illustra anche il lavoro della dottoressa Guadagnini, responsabile del centro di ascolto. L’inchiesta illustrata del presupposto sul quale si giustificano i test antidroga nelle scuole.

11 marzo 2019

Registrazione audio della prima Commissione consiliare dal titolo “Sicurezza nel territorio veronese. Adolescenti”. Anche in questo caso, tra gli ospiti, vi sono il professor Serpelloni, direttore del Sert di Verona, e la dottoressa Giuliana Guadagnini, responsabile del Centro di ascolto.