Le mascherine con l’immagine di Mussolini

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8 maggio 2020

 

 

 

Massimo Giorgetti, un “pacificatore” da prendere…a torte in faccia!

25.1.2020     Logo

 

 

La torta nazifascista di Massimo Giorgetti

 

L’altra sera, 23 gennaio, Massimo Giorgetti, vicepresidente della Regione Veneto in quota ad Fratelli d’Italia, era ospite della trasmissione televisiva “Diretta Verona”. Il tema in discussione era la contraddizione evidente nella scelte dell’amministrazione veronese guidata dal sindaco Federico Sboarina. Nella stessa seduta del Consiglio comunale, infatti, è stata conferita la cittadinanza onoraria a Liliana Segre, sopravissuta al campo di sterminio di Auschwitz, e l’intitolazione di una via a Giorgio Almirante.

Volendo riassumere, un riconoscimento ad una vittima e, nel contempo, a chi si è schierato apertamente con i suoi carnefici.

Il vicepresidente del Veneto, nell’occasione si è sperticato nel parlare della necessità di avviare percorsi di “pacificazione nazionale” rispetto a quel perìodo buio della storia ed ha addotto questa motivazione per difendere la doppia scelta della giunta veronese.

Ci chiediamo però se tale percorso include anche l’ostentare simbologie naziste e fasciste, pur se su di una torta. Ci riferiamo ai diversi articoli di giornale che riportano la notizia di una festa di compleanno a sorpresa avvenuta il 23 ottobre 2015 per festeggiare il 56° compleanno di Massimo Giorgetti e alla torta che gli è stata regalata, la cui foto potete vedere in questo articolo.

“A caval donato non si guarda in bocca” dice il proverbio, e forse Giorgetti vorrebbe spiegare così l’accaduto.

Ma evidentemente la torta gli è piaciuta, e gli è piaciuta così tanto da pubblicarne la foto anche sul suo profilo facebook. Ormai il post non è più visibile ma fortunatamente l’”Huffington Post” ci riporta il messaggio che accompagnava l’immagine, e che riportiamo a nostra volta:

 

“Bellissimo e originale quadro di auguri, bollicine e caraffe di Gin tonic e una meravigliosa ed originale torta”.

 

Sicuramente, il goloso “pacificatore nazionale” dovrebbe fare un po’ i conti con sé stesso prima di lanciare crociate all’iinsegna della concordia, ma in fondi siamo sicuri che, se potesse replicare, direbbe che si è trattato solo di una goliardata, proprio con le stesse parole che ha usato spesso il dirigente del partito nazifascista Forza Nuova Luca Castellini ogni volta che viene colto in fallo!

IN TROPPI NASCONDONO LA POLVERE NERA SOTTO IL TAPPETO E NON VI RACCONTANO DI UNIFORMI NAZISTE E BANDIERE DEL TERZO REICH

Venerdì 17 gennaio 2020  Logo

 

Le armi rinvenute durante la perquisizione

Nei giorni scorsi i giornali e le testate online hanno riportato la notizia secondo la quale un agricoltore di 42 anni, Mattia Nicola Cazzanelli, di 42 anni, è stato processato per direttissima per possesso di armi non regolarmente registrate.

Nella sua casa di Lavagno, dove risiede con la madre, è stato infatti ritrovato un vero e proprio arsenale. Oltre alle armi regolarmente detenute ne sono state ritrovate molte altre che l’agricoltore aveva omesso di denunciare. La lista di queste ultime, che vi proponiamo di seguito, fa rabbrividire!

  • 12 chilogrammi di polvere da sparo
  • decine di detonatori a miccia corta
  • diverse matasse di miccia
  • centinaia di armi bianche (coltelli, pugnali, baionette)
  • un revolver artigianale calibro 320 con relative cartucce
  • una pistola lanciarazzi con relativi razzi
  • centinaia di cartucce per pistole di diversi calibri.

L’elenco dettagliato appare su molti dei media locali e quindi, fino a qui, la notizia è stata data correttamente.

Non si trova però traccia delle uniformi naziste, (le stesse che indossavano alcuni corpi delle SS), e nemmeno delle bandiere del Terzo Reich, (una delle quali posta in bella mostra a sventolare nella parte posteriore del giardino di casa), rinvenute durante la stessa perquisizione.

Solo la testata online nextquotidiano.it e il Corriere di Verona riportano la notizia in modo completo. mantre Il TgR Veneto, il Dayly/Verona Network Group, L’Arena e il Veronasera si limitano a dare notizia solamente del rinvenimento del materiale esplodente illegale, quasi sposando la tesi difensiva. L’imputato, infatti, ha negato qualsivoglia matrice politica e ideologica ffermando di essere un comune collezzionista che ha  commesso un errore a non denunciare tutto il materiale di cui era in possesso.

La scelta di non dare conto di tutta la vicenda è quantomeno singolare, per non dire censoria, soprattutto se prendiamo in considerazione il fatto che recentemente, proprio nelle vicinanze di Lavagno, e precisamente a Caldiero, nell’ambito dell’operazione denominata “Ombre nere”, gli inquirenti hanno arrestato una donna di 55 anni in possesso di materiale informativo e propagandistico di stampo nazista, oltre al programma di 23 pagine del Partito nazionalsocialista italiano dei lavoratori del quale faceva parte. Inoltre, udite udite, anche nella sua abitazione, oltre alla bandiera di Forza Nuova, (formazione nazifascista nella quale la donna militava) sono state anche rinvenute altre due bandiere, la prima con la croce celtica e la seconda riconducibile proprio al Terzo Reich!

Non stà certo a noi emettere sentenze, ma possiamo però ipotizzare che il 42enne e la 55enne perlomeno si conoscessero, assodato che almeno l’interesse per le bandiere naziste pare accomunarli.

Chissà, magari erano presenti entrambi alla manifestazione indetta dal Comitato Verona ai Veronesi, che a Caldiero ha inscenato, tempo fa, una manifestazione, (davvero poco partecipata per la verità) contro l’accoglienza ai migranti. Il Comitato suddetto, che si definisce apartitico, pare sia in realtà proprio emanazione di Forza Nuova e del Veneto Front Skinheads e, recentemente, in relazione ai fatti avvenuti nel 2017 a Roncolevà, ha visto una ventina dei suoi militanti indagati per istigazione all’odio razziale.

Se partendo dalle bandiere naziste è possibile quindi ipotizzare alcuni intrecci, ripensando alle uniformi non possiamo dimenticare che un veronese è stato indagato per aver partecipato ad una “rievocazione storica” in salsa nazista sulle colline bolognesi avvenuta il 27 gennaio 2018, proprio nella data dedicata al ricordo delle vittime dei campi di sterminio nazisti. I cinque dementi erano vestiti proprio con uniformi naziste delle SS, complete di gradi e labari, e alcuni di loro erano politicamente vicini proprio a Forza Nuova.

Un intrico di bandiere, uniformi e vessilli che avrebbe dovuto quindi catturare l’attenzione dei giornalisti nostrani, consentendo loro di ripercorrere vicende che potrebbero essere correlate. Invece niente di niente, né correlazioni ma nemmeno la completezza della notizia, quasi che a Verona preoccuparsi di un’innegabile riemergere di sentimenti nostalgici rispetto al fascismo e al nazismo sia ancora un tabù, una cosa da nascondere sotto il tappeto.

Tacere, o ridimensionare questo allarme, non aiuta certo a prenderne le distanze e avvantaggia, a nostro avviso, proprio gli attori che, in alcuni casi, si celano dietro le quinte, proprio come Forza Nuova che, nonostante le evidenze, prova a distanziarsi dai suoi militanti indagati per la costituzione del Partito nazionalsocialista italiano dei lavoratori, oppure come Fortezza Europa, l’assocaizione culturale nata da una scissione interna a Forza Nuova, del quale è sodale anche il consigliere comunale Andrea Bacciga, (ex forzanovista) ed il cui presidente, Emanuele Tesauro, minacciò, a suo tempo, querele  contro chiunque si fosse permesso di definire Fortezza Europa come associazione di stampo neofascista, dimenticando il tatuaggio che porta sul suo stesso avambraccio destro, quell’inequivocabile R.S.I. che esibisce durante i concerti degli Hobbit, un gruppo musicale legato al circuito dell’estrema destra e del quale lui è il front-man.

Omicidio di Nicola Tommasoli

La pubblicazione di questi materiali d’archivio, seppur ancora incompleti, è stata possibile grazie alla raccolta di materiali messi a disposizione da jack, Filippo, Manu, Paola, Gianni… che desideriamo qui ringraziare.

Prossimamente verranno pubblicati altri contenuri riguardanti le fasi del processo e le iniziative per ricordare Nicola durante il corso degli anni.

 

LA RICOSTRUZIONE DELLA VICENDA TOMMASOLI DAL 2008 AL 2014, TRATTO DAL DOSSIER “TUTTA L’ERBA E’ UNO SFASCIO”

– La cronologia si ferma, per forza di cose, all’anno di pubblicazione del dossier, ma cercheremo di aggiornarla il prima possibile

L’AGRESSIONE E LA MORTE DI NICOLA. LE INDAGINI

COMMOZIONE, INDIGNAZIONE E RABBIA